mercoledì, 03 dicembre 2008
Il problema è chi ti usa.
Saranno ancora notti e pioggia che tu la mandi, coscienze vuote come marionette.
Saranno ancora facce che vorranno guardarci dentro per annodarci le budella in un intrigo trascendente.
Saranno ancora parole che mille e non più mille è semplicemente oggi.
Saranno ancora consolatori e spietati, con gli indici sempre più lunghi del nostro essere.
Saranno ancora certificati e ripuliti, bavosi come sciacalli sulle carogne.
Saranno ancora profumati d'incenso fuori e putridi dentro.
Saranno ancora colombe fuori e forcaioli dentro.

Perchè non capire incattivisce chi comanda e istupidisce chi è comandato.

Finchè sapranno di non sapere, inventeranno un nuovo sapere, alimentando un nuovo terrore.

Aspettiamo per la notte di Natale l'incoronazione di Carlo Magno.

Perché vedi, l'importante non è
che tu ci sia o non ci sia:
l'importante è la mia vita
finché sarà la mia.
Con te, Signore
è tutto così grande,
così spaventosamente grande,
che non è mio, non fa per me.

Guardami,
io so amare soltanto come un uomo
guardami,
a malapena ti sento,
e tu sai dove sono...
ti aspetto qui, Signore,
quando ti va,
alla stazione di Zima.

(R.Vecchioni - La stazione di Zima, 1997)
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venerdì, 10 ottobre 2008

APPELLO DI SOLIDARIETÀ PER LE LAVORATRICI E I LAVORATORI PRECARI DELL’ISFOL

 

 

L’imminente approvazione di alcuni emendamenti alla Legge delega 1441 quater (in iter di approvazione parlamentare) sopprime le disposizioni della Finanziaria 2007 e di tutte le misure normative successive finalizzate alla stabilizzazione del precariato pubblico. Il provvedimento coinvolge circa 57.000 lavoratrici e lavoratori delle ASL, degli Enti Locali, delle Università e degli Istituti di Ricerca, già selezionati ed iscritti nelle graduatorie per la stabilizzazione.

 

La norma impedirà la stabilizzazione e il mantenimento in servizio dei precari. In altri termini, si produrranno dei veri e propri licenziamenti.

 

Questo ennesimo attacco del Governo al pubblico impiego, in particolare del  comparto della ricerca, contrasta con gli elementari criteri di certezza del diritto e della giustizia sociale, e compromette il pieno e corretto funzionamento delle Amministrazioni e degli Enti interessati che fino ad oggi è stato assicurato da migliaia di lavoratrici e lavoratori nonostante la carenza di garanzie contrattuali.

 

Per quanto concerne l’ISFOL, costituito per l’85% da precari, il processo di stabilizzazione riguarda 300 lavoratrici e lavoratori, altamente specializzati, anche con 10-15 anni di lavoro a tempo determinato nell’Istituto e che hanno sostenuto le necessarie prove selettive.

 

Nei suoi trent’anni di attività l’ISFOL ha svolto un ruolo di supporto tecnico-scientifico alle istituzioni e ai decisori politici – in modo specifico al Ministero del Lavoro, al Ministero dell’Istruzione, alle Regioni e agli Enti locali, per le attività in ambito nazionale ed europeo – e agli attori della ricerca, della formazione e del lavoro, ruolo riconosciuto in diverse sedi nazionali e transnazionali.

 

È fondamentale, oggi, il sostegno da parte di tutti coloro che hanno avuto modo di interagire, a diverso titolo, con l’ISFOL per impedire l’annientamento di questo Istituto.

 

Le lavoratrici e i lavoratori dell’ISFOL sono in agitazione dal 26 settembre e aderiscono alla più generale mobilitazione dei precari della Ricerca e della Pubblica Amministrazione.

 

Vi chiediamo di esprimere la Vostra solidarietà inviando il messaggio che segue all’indirizzo e-mail precariisfol@libero.it.  

 

Le lavoratrici e i lavoratori dell’ISFOL

 

 

Testo del messaggio:

 

In questi anni abbiamo avuto modo di avvalerci del supporto tecnico-scientifico dell’ISFOL – Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei Lavoratori e di apprezzarne la qualità e l’efficacia.

 

Riteniamo che l’ISFOL sia un attore fondamentale per lo sviluppo dell’innovazione delle politiche e delle prassi in materia di formazione e lavoro, rappresentando un patrimonio imprescindibile di professionalità al servizio di quanti operano in questi ambiti.

 

Riteniamo un grave pregiudizio per l’intero sistema il rischio che tale sostegno tecnico-scientifico possa venire meno a causa della perdita di una parte rilevante delle risorse umane attualmente occupate.

 

Esprimiamo solidarietà all’Istituto e alle lavoratrici e ai lavoratori precari che potrebbero non vedere confermato il loro percorso di stabilizzazione.

 

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giovedì, 02 ottobre 2008
Sono giorni di lotta.

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saranno scontri
saranno cacce coi cani e coi cinghiali
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni
mille anni al mondo mille ancora
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martedì, 15 aprile 2008
Esistenza, che stai qui di contrabbando,
come un ladro sempre pronta per fuggire,
ogni età chiude in sé i crismi dello sbando, sbaglio e intuire,
coi suoi giochi di carambola e rimando, prendere e offrire,
ma si muoia solo un po' di quando in quando,
ma sia poco a poco che si va a morire...

Ogni giorno è un altro giorno regalato,
ogni notte è un buco nero da riempire,
ma per quanto non l' ho mai visto colmato, così per dire,
resta solo l' urlo solito gridato, tentare e agire,
ma si pianga solo un po' perchè è un peccato
e si rida poi sul come andrà a finire...

Lo capisco se mi prendi per le mele,
ma ci passo sopra, gioco e non mi arrendo,
ogni giorno riapro i vetri e alzo le vele, se posso prendo,
quando perdo non sto lì a mandar giù fiele e non mi svendo
e poi perdere ogni tanto ci ha il suo miele
e se dicono che vinco stan mentendo

perchè quelle poche volte che busso a bastoni,
mi rispondono con spade o con denari,
la ragione diamo e il vincere ai coglioni, oppure ai bari,
resteremo sempre a un punto dai campioni (tredici è pari),
ma si perda perchè siam tre volte buoni
e si vinca solo in sogni straordinari...

Ah, quei sogni, ah, quelle forze del destino
che chi conta spingerebbe a rinnegare,
ci hanno detto di non fare più casino, non disturbare:
canteremo solo in modo clandestino, senza vociare,
poi ghignando ce ne andremo pian pianino
per sederci lungo il fiume ad aspettare...

Quello che mi gira in testa questa notte
son tornato, incerta amica, a riferire,
noi immergenti, noi con fedi ed ossa rotte, lasciamo dire:
ne abbiam visti geni e maghi uscire a frotte per scomparire...
Noi, se si muore solo un po' chi se ne fotte,
ma sia molto tardi che si va a dormire...
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giovedì, 27 marzo 2008
me
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mercoledì, 06 febbraio 2008
Si, dovevo dirti parecchie cose...
Con chi cazzo parla? prima... e poi?
Forse è solo che mi manchi, e mica poco và. E basta sìsì.
O sarà che avrei dovuto fartela leggere prima.
Sarà che quel suono l'avevo già dentro
o saranno le rughe di nostalgia che non hanno ormai una sega da ridere.
Sarà che davvero ti dovevo dire "sai".
Adesso, domani, forse uscirò con la presunzione di non dover dire grazie a nessuno manco stavolta.
Chè nessuno che non sappia indicare come si incontrano i treni paralleli - in fondo in fondo e senza fare due conti - è poi utile.
Io che lo sapevo già.
Tu che spargevi riccioli biondi, indebitamente come tutte quelle che non  ne hanno l'aria, su quel che credevo e non sono stato.
Davanti e dietro un faggio.
Un suono abusato eppure per sempre continuo ed ossessivo.
Io, solo, qui alle quattro del mattino.
Ti voglio bene.

E provare incollando paura e amore
una scusa qualunque per non parlare...
(R.Vecchioni - Ninni, 1978)



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venerdì, 01 febbraio 2008
P1010222







AUGURI FLà

la mia ragazza è alta
e ha lunghi sguardi duri,
si voltano a guardarla
per i suoi occhi scuri,
si mangiano le mani
quelli che non ce l'hanno
che l'hanno conosciuta
e non la rivedranno.

La mia ragazza ha un figlio
e lunghe calze nere,
si mette un dito in bocca
prima di far l'amore,
si muove come il mare
fra l'Africa e la Spagna
voi non ci crederete:
la mia ragazza sogna.

Amore mio che sogni,
amore ballerino,
che corri sopra il filo ed io cammino,
legato al tuo sorriso
cammino sopra il fuoco,
prendi una carta che ti insegno un gioco.

Amore come il vento,
amore divertente
che corri sui pensieri della gente
qualcuno ti ha sorriso,
qualcuno dice che
la mia ragazza è la mia ragazza è...

La mia ragazza è bella,
bella che non ragiono
bella che più ci parlo
e più mi sembra un uomo,
si mangiano le mani
quelli che non ce l'hanno
che l'hanno conosciuta
ma non la rivedranno.

Amore mio che sogni,
amore ballerino,
tu corri sopra il filo ed io cammino,
capelli neri neri,
capelli rosso fuoco
gira la carta che cambiamo gioco.

Gira la carta e sogna
il vento e la fortuna,
la mia ragazza vola sulla luna
ma chi l'ha vista giura
che rassomiglia a me,
la mia ragazza è la mia ragazza è
il mio mestiere...
è il mio mestiere.
postato da: montefogliano alle ore 22:41 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 07 dicembre 2007
Addio.
Scusami adesso, scusami per sempre anche se non sai che cosa significa.
E' colpa mia, è vero.
Io ti ho difeso poco e male
Io ho abbassato il capo, io adesso ho le mani sporche e le tengo chiuse.
Io potrei cercare di spiegarmi ma
io non lo farò
perchè tu capiresti
e io non voglio essere capito, chè sarebbe ancora più grande il peso di un perdono.
parlassi... quasi gratis la comprensione di tutti:
"come ti senti amico fragile, se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
Invece io non voglio perdono, nè solidarietà, nè comprensione.
Non inizierò adesso a condividermi con gli altri.
E' per te, qualunque cosa tu sia.

E dio, e dio, ti salverebbe adesso dio?
amore amore amore amore mio
(R.Vecchioni - Millenovantanove)
postato da: montefogliano alle ore 21:29 | Permalink | commenti
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mercoledì, 05 dicembre 2007

Piano piano te la disegni addosso.
Prima un velo, poi un vestito, poi un soprabito.
S'ispessisce senza fartelo pesare, va da sè.
In fondo ne sei conscio, puoi lasciarla fare, perchè ti salva proprio il semplice portarla così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans.
E' lo spartiacque tra le storie e le favole. La serri stretta stretta e ti infili dentro il tuo vero mondo; mentre fuori piove. E vien giù acqua di pozzanghere e fango.
La pioggerella non ti ha mai bagnato, l'acquazzone raramente...
Ti godi il Tuo calduccio, la splendida solitudine di te e delle tue favole.
Poi un certo giorno spacca come una sassata chè tu sei lì dentro a dire eccoci, eccoci, sono pronto, stavolta non mi servirà, stavolta in fondo in fondo faremo due conti.

...NULLA.

E' molto più resistente di quanto pensassi.
Ti verrebbe da spogliartene, per la prima volta intenzionalmente, ma nulla.

Non è più una crosta artefatta, è la tua pelle.


un crescendo di malinconia
e passione che definirei come...
che definirei  quasi...
che definirei come...


Ipertensione, se non ci fossi tu, sarei certo di non sentire più.
postato da: montefogliano alle ore 12:55 | Permalink | commenti
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venerdì, 19 ottobre 2007
Non stavo rotolando.
Ma girando, girando e girando.
Una ruota stretta e infida, azionata da me stesso ogni momento in cui sento il tempo stringere la borsa.
Certo uno può smettere di camminare. Ci si può fermare, ma non c'è soddisfazione se non si può scartare di lato e cadere.
Allora scendo qua. Esco dai binari e fuori trovo il west sognato.
Mi riprendo la Mia dimensione e vò a vivere là.

la fantasia può portare male
se non si conosce bene come domarla
ma costa poco, vale quel che vale
 e nessuno ti può più impedire di adoperarla
postato da: montefogliano alle ore 08:54 | Permalink | commenti (3)
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