martedì, 15 aprile 2008
Esistenza, che stai qui di contrabbando,
come un ladro sempre pronta per fuggire,
ogni età chiude in sé i crismi dello sbando, sbaglio e intuire,
coi suoi giochi di carambola e rimando, prendere e offrire,
ma si muoia solo un po' di quando in quando,
ma sia poco a poco che si va a morire...
Ogni giorno è un altro giorno regalato,
ogni notte è un buco nero da riempire,
ma per quanto non l' ho mai visto colmato, così per dire,
resta solo l' urlo solito gridato, tentare e agire,
ma si pianga solo un po' perchè è un peccato
e si rida poi sul come andrà a finire...
Lo capisco se mi prendi per le mele,
ma ci passo sopra, gioco e non mi arrendo,
ogni giorno riapro i vetri e alzo le vele, se posso prendo,
quando perdo non sto lì a mandar giù fiele e non mi svendo
e poi perdere ogni tanto ci ha il suo miele
e se dicono che vinco stan mentendo
perchè quelle poche volte che busso a bastoni,
mi rispondono con spade o con denari,
la ragione diamo e il vincere ai coglioni, oppure ai bari,
resteremo sempre a un punto dai campioni (tredici è pari),
ma si perda perchè siam tre volte buoni
e si vinca solo in sogni straordinari...
Ah, quei sogni, ah, quelle forze del destino
che chi conta spingerebbe a rinnegare,
ci hanno detto di non fare più casino, non disturbare:
canteremo solo in modo clandestino, senza vociare,
poi ghignando ce ne andremo pian pianino
per sederci lungo il fiume ad aspettare...
Quello che mi gira in testa questa notte
son tornato, incerta amica, a riferire,
noi immergenti, noi con fedi ed ossa rotte, lasciamo dire:
ne abbiam visti geni e maghi uscire a frotte per scomparire...
Noi, se si muore solo un po' chi se ne fotte,
ma sia molto tardi che si va a dormire...
mercoledì, 06 febbraio 2008
Si, dovevo dirti parecchie cose...
Con chi cazzo parla? prima... e poi?
Forse è solo che mi manchi, e mica poco và. E basta sìsì.
O sarà che avrei dovuto fartela leggere prima.
Sarà che quel suono l'avevo già dentro
o saranno le rughe di nostalgia che non hanno ormai una sega da ridere.
Sarà che davvero ti dovevo dire "sai".
Adesso, domani, forse uscirò con la presunzione di non dover dire grazie a nessuno manco stavolta.
Chè nessuno che non sappia indicare come si incontrano i treni paralleli - in fondo in fondo e senza fare due conti - è poi utile.
Io che lo sapevo già.
Tu che spargevi riccioli biondi, indebitamente come tutte quelle che non ne hanno l'aria, su quel che credevo e non sono stato.
Davanti e dietro un faggio.
Un suono abusato eppure per sempre continuo ed ossessivo.
Io, solo, qui alle quattro del mattino.
Ti voglio bene.
E provare incollando paura e amore
una scusa qualunque per non parlare...
(R.Vecchioni - Ninni, 1978)
venerdì, 01 febbraio 2008
AUGURI FLà
la mia ragazza è alta
e ha lunghi sguardi duri,
si voltano a guardarla
per i suoi occhi scuri,
si mangiano le mani
quelli che non ce l'hanno
che l'hanno conosciuta
e non la rivedranno.
La mia ragazza ha un figlio
e lunghe calze nere,
si mette un dito in bocca
prima di far l'amore,
si muove come il mare
fra l'Africa e la Spagna
voi non ci crederete:
la mia ragazza sogna.
Amore mio che sogni,
amore ballerino,
che corri sopra il filo ed io cammino,
legato al tuo sorriso
cammino sopra il fuoco,
prendi una carta che ti insegno un gioco.
Amore come il vento,
amore divertente
che corri sui pensieri della gente
qualcuno ti ha sorriso,
qualcuno dice che
la mia ragazza è la mia ragazza è...
La mia ragazza è bella,
bella che non ragiono
bella che più ci parlo
e più mi sembra un uomo,
si mangiano le mani
quelli che non ce l'hanno
che l'hanno conosciuta
ma non la rivedranno.
Amore mio che sogni,
amore ballerino,
tu corri sopra il filo ed io cammino,
capelli neri neri,
capelli rosso fuoco
gira la carta che cambiamo gioco.
Gira la carta e sogna
il vento e la fortuna,
la mia ragazza vola sulla luna
ma chi l'ha vista giura
che rassomiglia a me,
la mia ragazza è la mia ragazza è
il mio mestiere...
è il mio mestiere.
venerdì, 07 dicembre 2007
Addio.
Scusami adesso, scusami per sempre anche se non sai che cosa significa.
E' colpa mia, è vero.
Io ti ho difeso poco e male
Io ho abbassato il capo, io adesso ho le mani sporche e le tengo chiuse.
Io potrei cercare di spiegarmi ma
io non lo farò
perchè tu capiresti
e io non voglio essere capito, chè sarebbe ancora più grande il peso di un perdono.
parlassi... quasi gratis la comprensione di tutti:
"come ti senti amico fragile, se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"
Invece io non voglio perdono, nè solidarietà, nè comprensione.
Non inizierò adesso a condividermi con gli altri.
E' per te, qualunque cosa tu sia.
E dio, e dio, ti salverebbe adesso dio?
amore amore amore amore mio
(R.Vecchioni - Millenovantanove)
mercoledì, 05 dicembre 2007
Piano piano te la disegni addosso.
Prima un velo, poi un vestito, poi un soprabito.
S'ispessisce senza fartelo pesare, va da sè.
In fondo ne sei conscio, puoi lasciarla fare, perchè ti salva proprio il semplice portarla così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans.
E' lo spartiacque tra le storie e le favole. La serri stretta stretta e ti infili dentro il tuo vero mondo; mentre fuori piove. E vien giù acqua di pozzanghere e fango.
La pioggerella non ti ha mai bagnato, l'acquazzone raramente...
Ti godi il Tuo calduccio, la splendida solitudine di te e delle tue favole.
Poi un certo giorno spacca come una sassata chè tu sei lì dentro a dire eccoci, eccoci, sono pronto, stavolta non mi servirà, stavolta in fondo in fondo faremo due conti.
...NULLA.
E' molto più resistente di quanto pensassi.
Ti verrebbe da spogliartene, per la prima volta intenzionalmente, ma nulla.
Non è più una crosta artefatta, è la tua pelle.
un crescendo di malinconia
e passione che definirei come...
che definirei quasi...
che definirei come...
Ipertensione, se non ci fossi tu, sarei certo di non sentire più.
venerdì, 19 ottobre 2007
Non stavo rotolando.
Ma girando, girando e girando.
Una ruota stretta e infida, azionata da me stesso ogni momento in cui sento il tempo stringere la borsa.
Certo uno può smettere di camminare. Ci si può fermare, ma non c'è soddisfazione se non si può scartare di lato e cadere.
Allora scendo qua. Esco dai binari e fuori trovo il west sognato.
Mi riprendo la Mia dimensione e vò a vivere là.
la fantasia può portare male
se non si conosce bene come domarla
ma costa poco, vale quel che vale
e nessuno ti può più impedire di adoperarla
martedì, 16 ottobre 2007
l'effetto.
se devi superare un ostacolo, sia un mediano o un capo scassapalle, le strade sono sempre due.
il problema è che sono parallele. e che non è agevole recarsi al polo.
con che barattare grass'e magro mal cammìno?
rotolo.
finirà?
venerdì, 20 aprile 2007
Lo chiamano l'Inferno del Nord.
Non è manco una corsa, è una sfida, è una leggenda, è una prova di tenacia fisica e mentale.
Molti vincono arrivando in fondo, nelle altre corse in linea non succede mai.
Ah poi c'è la pioggia, freddo che s'infila sotto la maglia, che ti buca i polpacci.
E il fango che lascia fuori solo le scintille degli occhi e si mangia pure il sudore.
Di solito.
A sorpresa è invece spuntato il caldo stavolta. Molto caldo significa da quelle parti molta polvere.
La foresta di Aremberg inghiotte maglie che brillano di sponsor luccicanti e restituisce sagome impolverate come i libri nelle vecchie soffitte.
Qualcuno sbaglia i conti, qualcuno sbaglia il clima, qualcuno non ha coraggio, qualcuno non ha gambe, qualcuno è fuori giri con la testa.
E allora si va incontro allì'impossibile con la testa alta di chi comincia un'opera che finiranno più nobili compagni. Ma là dietro, l'ho detto, qualcuno sbaglia.
Allora cerchiamo l'attimo buono per un passaggio in solitudine sui sampietrini grandi e sconnessi del nord della Francia. Non siamo più trenta... ma quando arrivano gli altri?
Forse non arrivano, forse mi lasciano libero... eh ma chi glielo spiega alle gambe?
Ci stiamo sfilacciando, la gente urla che il principe sta arrivando...
Vabbè si va verso il mare e io il mare lo conosco bene. Quello del porto, dei ristoranti e delle centrali elettriche. Sono quindici anni che ballo su queste piste e una volta proprio la corsa dei mari m'ha eletto principe. io principe capito? non le corse alle ammiraglie a portare l'acqua... non la fine del 2005 in cui m'avevano detto basta.
Sento un dolore atroce, ma resto qua, cazzo. Se è una corsa ad eliminazione io corro.
Solo per un attimo ho pensato che magari per una volta... forse... no vabbè che penso... inutile pensare.
Stringere i denti che si va al mare; poi si vedrà.
L'australiano l'ho visto andare, forse aveva meno dolore, forse era lui il vecchio prescelto dal destino.
Con questa perla, si dice, chiuderà una buona carriera in maniera splendida.
Io stringo i denti, vado verso il mare.
Dopo il tragurado momenti svengo. Uno mi dice che sono arrivato quinto, primo degli italiani. manco lo sprint riuscivo a fare. Però il principe designato non m'ha mangiato. E' rimasto dietro di due metri. Ho fatto quello che potevo, di più non ne avevo davvero. Ora basta, me ne torno a Civitavecchia. NOn prendo l'ombrellone però, da domani si va su e giù per i monti della Tolfa, chè c'è ancora chi mi vuol vedere davanti.
Grazie, Roberto Petito, di cuore.
Figlio con quali occhi, con quali occhi ti devo vedere,
coi pantaloni consumati al sedere e queste scarpe nuove nuove.
Figlio senza domani, con questo sguardo di animale in fuga
e queste lacrime sul bagnasciuga che non ne vogliono sapere.
Figlio con un piede ancora in terra e l'altro già nel mare
e una giacchetta per coprirti e un berretto per salutare
(F.De Gregori - L'abbigliamento di un fuochista, 1981)
martedì, 10 aprile 2007
mavaffanculo.
Mi piace vagare, ma ovunque io sia,
mi sento di stare a casa mia,
ci son lassu' le api che, il loro miele fan per me,
se sotto un sasso poi guardero'
ci trovero' le formiche
e poi io me ne mangero'
vicino a te quel che ti occorre puoi trovar
[Terry Gilkyson - Lo stretto indispensabile (tit.or. The Bare Necessities)]